PROFITTI E DINAMICA SALARIALE NELL’INDUSTRIA TOSCANA (2015-2024)
Uno studio sulla redditività delle aziende e sull'andamento dei salari nell'industria in Toscana

Lunedì 18 maggio, dalle ore 9.30 alle 13.30, presso la Sala Pegaso del Palazzo della Presidenza della Regione Toscana a Firenze, è prevista l’iniziativa pubblica promossa da CGIL Toscana e Ires Toscana dal titolo “Il lavoro tradito. Profitti e salari nell’industria toscana (2015-2024)”. L’iniziativa è realizzata con il patrocinio della Regione Toscana.
Ad aprire i lavori saranno i saluti del Presidente della Regione Toscana Eugenio Giani. Anna Maria Romano (Segreteria CGIL Toscana) curerà il coordinamento della giornata.
Sono previsti i seguenti interventi:
– Maurizio Brotini (Presidente Ires Toscana)
– Nadia Garbellini (Università degli Studi di Modena e Reggio Emilia)
– Matteo Gaddi (Centro Studi Fiom CGIL nazionale)
– Andrea Cagioni (Ires Toscana)
Le conclusioni della giornata saranno affidate al Segretario Generale della CGIL Toscana Rossano Rossi.
Lo studio intende offrire strumenti di analisi e riflessione sulle trasformazioni dell’industria in Toscana nel periodo 2015-2024, ponendole a confronto con l’andamento occupazionale e salariale.
Il rapporto mostra coome nel corso dell’ultimo decennio i profitti nelle aziende della manifattura toscana sono stati destinati in prevalenza a dividendi, attività finanziarie o immobilizzazioni immateriali, riversandosi in misura inadeguata in aumenti salariali e investimenti produttivi.
L’analisi dei dati condotta su volume della produzione, utili netti, marginalità lorda delle aziende manifatturiere toscane mostra un livello medio-alto di redditività lato capitale.
Fra 2015 e 2024 la manifattura toscana ha accresciuto la propria produzione (+86,5%) e i propri utili netti (+70%), mentre la quota del valore aggiunto destinata al lavoro è scesa dal 58,3% al 53,0%.
Nel modello toscano di terziarizzazione debole si va configurando una distribuzione iniqua del valore all’interno dell’industria che rimane. Nei dieci anni di riferimento, l’occupazione è in crescita (+14,7%), la redditività del capitale in forte aumento (EBITDA +87%, quota sul valore aggiunto dal 39,7% al 44,6%), ma i salari reali sono stagnanti o in calo in 7 comparti su 13. Questi tre fenomeni vanno letti insieme, suggerendo come l’industria toscana abbia adottato un modello di crescita estensiva del lavoro – più occupati – senza tradurlo in crescita intensiva del salario.