FOCUS ECONOMIA E LAVORO 2026 MASSA CARRARA
Lo studio di Ires Toscana con dati e analisi su economia e lavoro in provincia di Massa Carrara

LEGGI E SCARICA Focus IRES 02 2026 PROVINCE MASSA CARRARA
Dal’introduzione: “Il quadro economico complessivo che emerge dai dati 2025 relativi a Massa Carrara è di sostanziale stagnazione, all’interno della quale la provincia fatica a trovare slancio dopo la fase di rimbalzo post-pandemica. I dati macroeconomici palesano criticità strutturali, come dimostra in particolare la perdita di potere d’acquisto dei lavoratori dipendenti del settore privato e pubblico.
Dopo la crescita del 2021-2022, il PIL della provincia di Massa Carrara ha registrato una contrazione nel 2023 (-0,7%) e un rallentamento nel biennio successivo, tanto che il valore assoluto previsto del 2025 risulta inferiore a quello del 2022. Questo andamento, peggiore della media regionale, è confermato dall’analisi del valore aggiunto, che mostra una crescita debole e discontinua, trainata esclusivamente dal settore delle costruzioni grazie ai bonus edilizi e agli investimenti del PNRR. Al contrario, l’industria, dopo un triennio di recupero, torna in flessione, mentre i servizi rallentano sensibilmente.
Un segnale positivo proviene dal commercio estero, con la bilancia commerciale che mantiene un saldo ampiamente positivo, attestando la competitività di alcune filiere locali. Tuttavia, ciò stride con una dinamica interna allarmante: in media, le famiglie consumano sistematicamente più del loro reddito disponibile, con una propensione al consumo che si prevede superi il 107% nel 2025. Questo fenomeno, insostenibile nel lungo periodo, rivela una crescente difficoltà socio-economica e un ricorso a risparmi o all’indebitamento al fine di mantenere i livelli di consumo abituali. Occorre però sottolineare come il disallineamento tra redditi e consumi potrebbe occultare variabili collegate ai redditi, quali l’incidenza del lavoro sommerso e della rendita immobiliare nel turismo e in altri comparti del terziario arretrato.
L’analisi della variazione dei redditi da lavoro nell’ultimo decennio (2014-2024) permette una solida conferma del processo di impoverimento.
Mentre aumenta il numero di lavoratori dipendenti, il loro reddito reale, una volta sottratta l’inflazione cumulata (pari al +20,8%), cala sensibilmente: ben -3,9% per il settore privato e un allarmante -12,7% per il pubblico. Nel lavoro autonomo agisce una dinamica opposta: artigiani e commercianti, pur diminuendo drasticamente in numero, aumentano il proprio reddito reale.
Lo scenario descritto è emblematico del modello di terziarizzazione debole, caratterizzato da una crescita occupazionale nel settore dei servizi a basso valore aggiunto e da un contemporaneo arretramento del settore manifatturiero, che non viene sostituito da attività terziarie ad alta produttività e capacità reddituale. Il risultato è l’aumento della polarizzazione sociale e un diffuso processo di impoverimento, visibile nel dato complessivo: tra il 2014 e il 2024, gli occupati sono aumentati del 3,5%, ma il loro reddito reale è cresciuto solo di +0,8%.
Un ulteriore elemento di specificità provinciale, in controtendenza rispetto al resto della Toscana, è la diminuzione nel 2025 del ricorso alla cassa integrazione. Il dato, che potrebbe apparire positivo, va letto con cautela nel contesto di un’economia stagnante. La distribuzione settoriale della cassa integrazione, che oltre all’industria coinvolge anche le costruzioni, conferma la peculiarità della struttura produttiva apuana.”